INFORMATIVA PER I LAVORATORI SUI RISCHI DA CALDO
PREMESSA
Il presente documento ha lo scopo di informare i lavoratori sui rischi legati all’esposizione a clima caldo durante lo svolgimento di attività outdoor, con particolare riferimento ai mesi estivi (ad esempio il rischio di colpo di calore).
Tale informativa ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dei lavoratori sugli effetti sulla salute dello stress da caldo e sulle relative misure di prevenzione da adottare.
L’aumento delle temperature e le numerose ondate di calore che si stanno verificando negli ultimi anni espongono i lavoratori a rischi derivanti da alte temperature.
DESCRIZIONE
Il colpo di calore è la conseguenza più grave che può nascere dall’incremento anomalo della temperatura dell’organismo oltre i 40°C. In particolare, sul luogo di lavoro, può essere causato da un’attività fisica molto intensa esercitata in ambiente caldo e umido che non permette la dispersione del calore corporeo che si produce a causa del movimento; per questo motivo i lavoratori più colpiti sono coloro che lavorano in campo edile, stradale ed agricolo. Il rischio da calore è un rischio prevedibile che si ripete durante la stagione estiva e coinvolge tutti i lavoratori che svolgono attività all’aperto. Durante la stagione estiva o comunque nei periodi molto caldi, l’organismo umano per mantenere la propria temperatura entro i limiti fisiologici ricorre alla sudorazione. Il sudore evaporando sottrae calore contribuendo in tal modo al raffreddamento della pelle. Un elevato tasso di umidità relativa presente nell’ambiente circostante può ostacolare in maniera molto significativa questo processo limitando di fatto l’evaporazione. Il corpo umano, pertanto, non riesce a liberarsi del calore in eccesso e quindi ecco presentarsi la sensazione di una temperatura maggiore di quella effettiva.
Gli effetti del rischio da calore si possono dividere in 4 livelli:
- Livello 1: colpo di sole – rossore e dolore cutaneo, edema, vescicole, febbre, cefalea;
- Livello 2: crampi da calore – spasmi dolorosi alle gambe e all’addome, sudorazione;
- Livello 3: esaurimento da calore – abbondante sudorazione, astenia, cute pallida e fredda, polso debole, temperatura normale;
- Livello 4: colpo di calore – temperatura corporea superiore ai 40°C, pelle secca e calda, polso rapido e respiri frequenti, possibile perdita di coscienza.
Naturalmente le formule utilizzate per il calcolo dei vari indici di disagio restituiscono dei valori medi teorici che possono essere influenzati in grande misura da una serie di fattori umani e ambientali come ad esempio altezza, peso e sesso dell’individuo, tipo di abbigliamento, presenza di ombra o vento, tipo di attività svolta, ecc.
MODALITÀ DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
L’analisi previsionale del rischio caldo può essere effettuata considerando:
- le coordinate geografiche
- l’attività fisica relativa al lavoro da svolgere (moderata o intensa)
- il tipo di esposizione (lavoro al sole o lavoro all’ombra).
L’evidenza del livello di rischio previsto consente di programmare le misure più adeguate per la tutela della salute dei lavoratori.
È necessario considerare due macro-conseguenze relative ad attività lavorative outdoor in seguito all’esposizione per tempi prolungati ad alte temperature ed ai raggi solari.
CONSEGUENZE PER IL FISICO:
Colpo di calore e Colpo di sole, termini che vengono spesso utilizzati come sinonimi rappresentano due disturbi con caratteristiche e cause differenti:
- Colpo di sole: anche noto come “insolazione” è correlato all’esposizione diretta del corpo e in particolare del capo alle radiazioni solari. Si verifica quando c’è un innalzamento della temperatura corporea.
- Colpo di calore: correlato soprattutto a condizioni ambientali quali calore e umidità
SINTOMI:
- Abbassamento della pressione sanguigna;
- Sensazione di debolezza,
- Vertigini;
- Mal di testa;
- Edema localizzati;
- Disidratazione;
- Nausea e vomito;
- Crampi;
- Disorientamento;
- Progressiva perdita della lucidità.
CONSEGUENZE PER LA PELLE:
La permanenza al sole per un periodo più o meno lungo può causare la comparsa di eritemi, bruciature e ustioni, inoltre la prolungata esposizione ai raggi solari è responsabile dell’invecchiamento precoce della pelle e di malattie, anche gravi, con possibilità di neoplasie cutanee.
È quindi importante tenere conto di alcuni fattori a seconda della diversità della pigmentazione della pelle tra i soggetti e le conseguenze che possono derivare dall’esposizione prolungata ai raggi solari:
- Soggetti con fototipo basso o che presentano problemi di salute che impediscano di esporsi al sole devono evitare di lavorare all’esterno durante le ore più calde;
- Soggetti che assumono farmaci è necessario che verifichino, consultando il bugiardino, se i farmaci che assumono possono provocare reazioni allergiche potenziate dall’esposizione solare.
STRATEGIE DI PREVENZIONE
- Idratazione: provvedere ad approvvigionarsi di acqua potabile da bere e acqua per rinfrescarsi.
Si raccomanda ai lavoratori di:
- Fare massima attenzione al proprio livello di idratazione e bere prima di avvertire la sete;
- Bere frequentemente acqua, minimo 2/3 litri nell’arco della giornata lavorativa;
- Non bere alcolici; l’alcol abbassa la soglia di dolore e fa percepire meno la fatica, inoltre genera disidratazione;
- Limitare l’assunzione di bevande energetiche;
- Assumere cibi nutrienti e facilmente digeribili, quindi evitare cibi troppo unti e grassi.
- Abbigliamento:
Si raccomanda ai lavoratori di:
- Indossare, se possibile:
- abiti di colore chiaro, leggeri in fibre naturali e traspiranti
- cappelli con visiera ed occhiali da sole
- copricapo (se si usa il casco può essere utile un sotto casco in materiale traspirante);
- ombrelli
- Applicare una crema solare ad alta protezione sulle parti del corpo scoperte, secondo le proprie consuetudini.
- Indossare sempre una maglietta se si lavora al sole;
- Zone ombreggiate:
Si raccomanda ai lavoratori di usufruire delle zone ombreggiate. In caso di possibilità di aree climatizzate, rispettare le pause di acclimatamento ed evitare il flusso diretto di aria fredda; attuare pause di breve durata ma frequenti.
- Organizzazione del lavoro:
Il lavoro dovrà essere organizzato in modo da minimizzare il rischio di esposizione alla luce solare (ove possibile):
- Se possibile pianificare le lavorazioni più faticose e all’aperto nelle ore meno calde;
- Effettuare una rotazione dei turni fra i lavoratori esposti;
- Gestire la propria attività in modo che si lavori (nei limiti del possibile) nelle zone maggiormente ombreggiate,
- Mantenere i contatti con i propri colleghi in turno al fine di dare evidenza per eventuali problematiche;
- Riprogrammare le attività che non sono prioritarie e che sono da condursi all’aperto in giorni con condizioni meteoclimatiche più favorevoli.
- Gestione emergenze:
- I lavoratori con crampi da calore devono interrompere l’attività, reintegrare i sali minerali persi consumando integratori salini e bere acqua per reidratarsi. È utile massaggiare i muscoli colpiti dal crampo per ridurre il dolore;
- Se un lavoratore mostra i segni di un possibile colpo di calore, è necessario chiamare immediatamente il 112 o il presidio di primo soccorso presente. Fino all’arrivo dei soccorsi è importante cercare di abbassare la temperatura corporea spostando il lavoratore in un’area fresca e ombreggiata e rimuovere quanti più indumenti possibile, bagnare il lavoratore con acqua fresca, o applicare asciugamani imbevuti d’acqua fresca su testa, collo, viso e arti e far circolare l’aria per accelerare il raffreddamento. Se la persona è cosciente fargli bere acqua a piccoli sorsi e non troppo fredda.
Cosa NON fare:
- Evitare la somministrazione di farmaci antipiretici per abbassare la temperatura, attendere l’arrivo dei soccorsi;
- Evitare di strofinare il corpo con alcol, potrebbe infatti determinare un repentino abbassamento della temperatura corporea.
